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Guida - Conversione MIDI → MP3

Form principale di CreaVideoLyrics

▶ Per iniziare: il primo MP3 in 5 passi

Se sei alle prime armi non serve toccare quasi nulla: con un MIDI ben suonato e un buon SoundFont il motore MediumQuality produce gia' un MP3 pronto da usare. Tutto il resto (motori per canale, stili, opzioni) serve solo quando vuoi andare oltre.

  1. Carica il MIDI con il pulsante accanto a "Seleziona il file midi/kar" (o trascinandolo sul campo). A ogni caricamento si apre da sola la finestra Opzioni rapide ("Cosa vuoi impostare per questo brano?"), con quattro aree: Scelta Stile, Correzioni per famiglia, Umanizzazione e Mastering e SoundFont per canale. Per il primo MP3 non serve nulla di tutto questo: premi Torna a Midi to MP3 (o chiudi la finestra). La ritrovi quando vuoi con il pulsante Opzioni Rapide... sotto il campo del MIDI.
  2. Scegli un buon SoundFont nel campo "Seleziona un banco sf2": e' il "set di strumenti" che suonera' il brano, e da lui dipende gran parte del risultato. Se non ne hai uno, parti da GeneralUser GS (vedi Dove trovare i SoundFont).
  3. Lascia il motore su MediumQuality. E' il piu' veloce e, da solo, normalizza il volume del brano, corregge la batteria, da' il groove ai canali "meccanici", addolcisce i fiati e limita i picchi.
  4. Premi Pre-Ascolta. Se uno strumento ti sembra troppo alto o troppo basso, correggilo con la colonna Vol % della griglia a destra (vedi come funziona Vol %) e riascolta. Uno strumento che non vuoi sentire: colonna Muto.
  5. Premi Crea File Audio. L'MP3 viene salvato nella cartella <nome del brano>_Files, accanto al MIDI, che il programma apre da solo a fine lavoro.
Cosa sapere: con MediumQuality tutto il brano suona con il SoundFont scelto, e il programma non riequilibra da solo uno strumento registrato molto piu' forte degli altri in quel SoundFont (capita: per esempio un synth brass che copre tutto). In quel caso basta abbassarlo con Vol %. Quando vorrai SoundFont diversi per ogni strumento o le librerie .sfz, passa a MaximizeQuality o HigherQuality sfz: li' ogni canale viene misurato e quelli fuori scala vengono riportati in linea automaticamente.

Dove trovare i SoundFont (e cosa sapere)

Il programma non contiene strumenti propri: li prende dai SoundFont (.sf2, un file con tutti gli strumenti) o dalle librerie .sfz (uno strumento per cartella, usate dal motore HigherQuality sfz). Alcuni punti di partenza gratuiti e affidabili:

Diffida delle raccolte "500 SoundFont in un pacchetto": qualita' molto variabile e licenze spesso sconosciute.

Cosa sapere prima di usarli

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★ Il MIDI che non sembra piu' un MIDI

La maggior parte dei file MIDI in circolazione e' stata suonata su una tastiera: chi li ha scritti ha imitato chitarre, fiati e archi con la rotella del pitch bend, il pedale e la rotella di modulazione. Suonati cosi' come sono, con SoundFont moderni, si sente subito che e' una "base MIDI": note che calano tutte insieme, notine ripizzicate, vibrati finti, fiati che si sgonfiano.

CreaVideoLyrics corregge tutto questo da solo, mentre ascolti o crei l'audio: nessun programma di editing (DAW), nessuna nota da ritoccare a mano, e il file MIDI originale non viene mai modificato.

I dettagli sono in Correzioni automatiche del suono e Scelta Stile; ogni famiglia di correzioni si puo' accendere o spegnere dal pulsante Correzioni per famiglia....

Panoramica del form

Questo e' il form dove carichi un MIDI/KAR, scegli come deve essere "suonato" (motore, soundfont, tonalita', volumi) e generi il file audio (MP3/WAV) finale, che poi verra' usato per sincronizzare il testo e creare il video.

Scelta del file MIDI: il pulsante accanto al campo del file apre la finestra di selezione direttamente nella tua cartella Musica, qualunque sia la lingua del sistema: su Windows la cartella Musica del sistema, su Linux quella indicata dal desktop (per esempio "Musica" o "Music"), su macOS "Music". Se non esiste si parte dalla cartella utente. Dopo aver scelto un file, la volta successiva la finestra riparte dalla cartella di quel file. Sono mostrati i file .mid, .midi e .kar (anche con estensione in maiuscolo); con "Tutti i file" li vedi tutti. Puoi anche trascinare il file direttamente sul campo.

Il flusso tipico e': carica MIDI → scegli motore e SoundFont → regola tonalita'/volumi/canali → preascolta per verificare il risultato → crea il file audio definitivo.

Scelta del motore

Il MIDI di per se' non contiene suono: qualcuno deve "suonarlo" con degli strumenti virtuali. Questo e' il compito del motore.

Le opzioni

Perche' sceglierne uno piuttosto che un altro: usa MediumQuality per prove veloci. Per un risultato che si avvicina a un sequencer professionale, usa MaximizeQuality con SoundFont di qualita' assegnati per canale (vedi Configura Canali) ed eventualmente attiva le migliorie del pannello Opzioni. HigherQuality sfz da' il timbro migliore in assoluto ma costa piu' tempo di elaborazione: sceglilo per l'export finale, non per prove ripetute.
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Tonalita', intensita' batteria e tempo

Tonalita': trasporta l'intero brano di N semitoni in su o in giu', senza toccare il tempo.

Intensita' batteria: alza o abbassa il volume relativo della sola batteria rispetto agli altri strumenti.

Perche' usarli: la tonalita' serve per adattare il brano all'estensione vocale di chi canta (es. abbassarla se la tonalita' originale e' troppo acuta). L'intensita' della batteria e' utile quando il basi originale ha una batteria troppo invadente o troppo debole rispetto al resto.
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Muta canale / Muta canale 2

Due selettori indipendenti per silenziare uno o due canali MIDI specifici (es. il canale della voce guida, se il MIDI ne contiene una).

Valori: ciascun selettore va da 0 a 16; 0 (mostrato come "-") significa nessun canale mutato, da 1 a 16 indica il canale da silenziare. Default: Muta canale = 4, Muta canale 2 = 0 (spento). Imposta un numero solo quando sai quale canale contiene la melodia guida (controllalo con il preascolto del singolo canale); altrimenti lascia 0 per non perdere uno strumento utile.

Perche' usarli: molti file MIDI/KAR includono un canale "melodia guida" pensato per l'ascolto, che nella versione finale va tolto per lasciare spazio alla voce reale del cantante. Silenziare quel canale evita di doverlo rimuovere manualmente dal file MIDI.
Attenzione: se non senti piu' uno strumento che ti aspettavi, controlla sempre questi due selettori prima di pensare a un problema del motore o del SoundFont.

Come compare nella griglia canali

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Volume generale

Regola il volume complessivo dell'intero mix, applicato dopo tutti gli altri bilanciamenti.

Valori: da 1 a 100, default 90. Consigliato tra 75 e 95. Troppo basso: il brano risulta debole rispetto ad altre basi e andra' alzato poi in riproduzione. Troppo alto (vicino a 100), soprattutto con Mastering e boost attivi: aumenta il rischio che i picchi vengano schiacciati dal limiter o distorcano.

Il file finale passa sempre da un limitatore a -1 dB: anche con valori alti i picchi non superano lo zero e non ci sono clic nei lettori. Oltre circa 80 il volume cresce poco, perche' il brano e' gia' al livello massimo pulito.

Perche' usarlo: per allineare il volume percepito del brano finito a quello di altre basi che userai insieme (es. in uno stesso spettacolo), senza dover rifare tutti i bilanciamenti per canale.
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Riverbero (Impulse Response)

Il menu a tendina propone diverse "impronte acustiche" reali (Impulse Response): simulano il suono che avrebbe il brano se fosse registrato in un certo ambiente (sala, chiesa, studio, ecc.), invece di un riverbero sintetico generico.

Perche' sceglierne uno: un riverbero ambientale ben scelto da' corpo e "aria" al mix, facendolo suonare meno "MIDI" e piu' simile a una registrazione reale. Ambienti piu' grandi (sala/chiesa) funzionano bene su brani lenti/orchestrali, ambienti piu' piccoli/studio su brani ritmati dove serve chiarezza. Se non sei sicuro, fai un breve preascolto con 2-3 opzioni diverse prima di decidere.
Nota: il riverbero e' attivo solo se nel pannello Opzioni l'interruttore generale "Usa Riverbero" e' acceso: la scelta qui indica *quale* riverbero, l'interruttore in Opzioni decide se applicarlo o no.
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Preascolto

Preascolta / Stop preascolto (pulsanti nel form principale, sotto i controlli di volume/riverbero): riproduce il mix con le impostazioni correnti senza generare il file finale, con avanti/indietro di 30 secondi per saltare velocemente ai punti del brano che ti interessano.

Perche' usarlo: il preascolto ti permette di provare motore, tonalita', canali muti e riverbero prima di aspettare la generazione completa del file, che con i motori piu' pesanti (MaximizeQuality e HigherQuality sfz) puo' richiedere piu' tempo. Usalo sempre prima di "Crea File Audio" per non scoprire un problema solo a fine elaborazione.

Preascolto del singolo canale con i motori SF2: se al canale e' assegnato un .sfz e il motore scelto e' MediumQuality o MaximizeQuality, il .sfz viene ignorato e il canale suona con il SoundFont globale (prima compariva un messaggio che chiedeva di passare al motore sfz).

Attenzione con MediumQuality (motore 0): il preascolto del singolo canale usa il file .sf2 assegnato a quel canale nella griglia, mentre il preascolto completo e il file audio finale usano solo il SoundFont globale. Con questo motore quindi il canale isolato puo' suonare diverso da come lo sentirai nel brano. Per ascoltare nel file finale il SoundFont scelto per il canale usa MaximizeQuality.

Preascolto del singolo canale: la preparazione dell'audio ha un limite di 45 secondi (FluidSynth e sfizz). Se viene superato il preascolto si ferma con un messaggio invece di riprodurre un audio troncato: in quel caso usa un SoundFont piu' leggero sul canale o crea direttamente il file audio. Il pulsante Stop interrompe la preparazione in qualunque momento.

Stop: ferma il preascolto in qualunque fase, anche durante "Mixing e codifica MP3..." (prima in quella fase lo Stop veniva eseguito solo a mixing finito, dopo diversi secondi). Il mixing interrotto non lascia file a meta'.

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Crea File Audio

Genera il file audio definitivo con tutte le impostazioni correnti (motore, SoundFont per canale, tonalita', volumi, riverbero, opzioni avanzate).

Perche' arrivarci per ultimo: ogni rigenerazione con motori pesanti richiede tempo. Verifica prima con il preascolto che il risultato ti convinca, poi genera il file definitivo: e' quello che userai nel form Sincronizza testo per allineare i sottotitoli.
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Configura Canali (griglia SF2 per canale)

E' sempre visibile nel form principale, a destra (prima si apriva e chiudeva con il pulsante "Extra Opzioni Tracce", che non c'e' piu'). Si aggiorna da solo ogni volta che carichi un MIDI; ricordati di premere Salva e Applica per conservare le modifiche del brano. Pannello dedicato dove assegni un SoundFont/SFZ specifico a ciascuno dei 16 canali MIDI, invece di usarne uno solo generico per tutto il brano.

Con il motore MediumQuality (motore 0) valgono Vol %, Ton e Muto della griglia, ma non i SoundFont per canale: tutto il brano suona con il SoundFont globale. Per usare un SoundFont diverso per canale scegli MaximizeQuality (file .sf2) o HigherQuality sfz (file .sfz). Se nella griglia ci sono file .sfz e il motore scelto legge solo .sf2 (MediumQuality o MaximizeQuality), un avviso elenca i canali interessati: suoneranno con il SoundFont globale.

Cosa puoi fare qui

Comodita' e comportamenti automatici

Perche' usare questa griglia invece del SoundFont unico: un SoundFont generico raramente e' ottimo per tutti gli strumenti insieme (es. buono per gli archi ma scarso sulla batteria). Assegnando SoundFont mirati per canale ottieni un mix nettamente piu' curato, al costo di un po' piu' di tempo di preparazione. "Rigenera questa traccia" e' li' apposta per correggere un solo canale alla volta senza dover riesportare tutto da capo ogni volta.
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Versioni del brano

Menu a tendina nel form principale, vicino ai controlli canali. Nonostante il nome non riguarda "versioni" del brano in senso musicale, ma sceglie DA DOVE arrivano le assegnazioni SoundFont per canale:

Perche' usarlo: ti permette di curare a mano l'assegnazione SoundFont di un brano particolarmente delicato (vedi Configura Canali, che e' il pannello che crea/modifica il file _sf2.txt) senza intaccare la configurazione di default che usi per tutti gli altri brani.
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Pannello Opzioni (effetti avanzati)

Raccoglie una serie di migliorie opzionali, ciascuna con un proprio interruttore, applicate solo quando generi con "Qualita' Migliorata" (motore FluidSynth). Puoi renderle valide solo per il brano corrente (checkbox "solo per il brano attualmente caricato") invece che per tutti i brani.

Le opzioni disponibili

Perche' (e quando) attivarle: queste opzioni migliorano il risultato ma vanno pesate una per una, non tutte insieme "a scatola chiusa" - alcune possono essere in contrasto tra loro sullo stesso brano. Umanizzazione e Chorus quasi sempre aiutano e hanno rischio basso. Mastering e' consigliato in quasi tutti i casi, tranne se noti che schiaccia troppo la dinamica. Anti-molla piano e' attivo di default e agisce solo sul pianoforte: spegnilo solo se vuoi sentire le dinamiche del MIDI esattamente come scritte (es. un brano per piano solo con forti contrasti voluti). Stereo widen e bass/treble boost sono correttivi mirati: usali quando il mix "di base" ha un problema specifico (troppo stretto, troppo debole in basso/alto), non come impostazione permanente.
Nota su prestazioni: piu' opzioni attivi, piu' lunga sara' la generazione del file audio con "Qualita' Migliorata". Usa "Applica e Ascolta" per valutare rapidamente l'effetto di una modifica sul solo canale/brano corrente prima di un export completo.
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Impostazioni consigliate per genere

Valori trovati confrontando i nostri render con le registrazioni originali (volume, timbro per fasce di frequenza e larghezza stereo misurati). Sono un punto di partenza: si salvano per un solo brano con "Usa queste opzioni solo per il brano attualmente caricato".

Preset di genere: nel pannello Opzioni, in basso a sinistra, il menu Preset di genere con il pulsante Applica preset imposta in un colpo tutte le voci qui sotto (compresi motore idx 1 e riverbero IR del form principale, applicati quando si preme Salva o Applica e Ascolta). Dopo il preset ogni voce resta modificabile a mano. Preset disponibili: Dance / Disco / Funk (IR "Ruby Room") e Lento / Ballad / Jazz (IR "Hall", eco dei fiati attenuata) e Pop (IR "Studio", corto e asciutto, stereo raccolto) e Blues (IR "Ruby Room", stanza da club, eco dei fiati attenuata; per Blues lento e Blues shuffle) e Rock blues (IR "Studio", correzioni con groove e colla, fiati pieni). I preset regolano solo il suono: per trasformare il brano (strumenti, dinamica, produzione) c'e' il pulsante Scelta Stile....

Dance, disco, funk (molti strumenti, ritmo in primo piano)

Perche': con queste impostazioni "Disco Inferno" e' passato da un suono "tutto al centro" (lati forti quanto il centro, bassi +4 dB, presenza -10 dB, 4,5 dB sotto il volume standard) a una scena stereo e un timbro quasi identici alla registrazione originale.

Lenti, ballad, jazz (pochi strumenti, fiati e pianoforte in evidenza)

Perche': e' la combinazione con cui "Ancora (Jazz Version)" e' diventato "arioso, aperto, mai statico" sull'impianto da serata.

Scelta Stile

Il pulsante Scelta Stile... (a destra, sotto "Opzioni Generali") trasforma il brano caricato in uno stile, sempre nello stesso modo. A differenza dei preset di genere delle Opzioni, che regolano solo il rendering, qui cambia il brano stesso, su tre livelli che si possono accendere e spegnere:

Il cursore Intensita' dosa tutti e tre (70% = valori di riferimento). Applica crea un nuovo MIDI <brano>_<stile>.mid nella cartella _Files, con la sua configurazione (copiata da quella del brano; i canali che cambiano strumento ricevono il SoundFont della nuova famiglia) e lo carica: l'originale non viene toccato e l'MP3 ha un nome distinto. Poi si ascolta con il normale preascolto. Questo MIDI contiene solo la trasformazione dello stile: per avere un MIDI con dentro anche correzioni e umanizzazione, da usare fuori dal programma, c'e' Esporta MIDI corretto. Riaprendo Scelta Stile da una versione con stile, le scelte ripartono da quelle usate e lo stile viene sempre rifatto partendo dall'originale (mai uno stile sopra l'altro); Torna all'originale ricarica il brano di partenza.

Produzione che si adatta al brano: ogni stile ha un profilo di riferimento misurato su una versione di riferimento del genere: quanto pesano bassi, medi e acuti (7 bande), quanto sono larghi i lati rispetto al centro e quanta dinamica c'e'. Durante il mix il programma misura il tuo brano, con il SoundFont e il motore che stai usando, e calcola da solo equalizzazione, larghezza stereo e compressione per avvicinarsi al profilo; una seconda misura corregge l'errore rimasto. Il risultato quindi non dipende piu' dal banco suoni. Il cursore Intensita' dice quanto avvicinarsi (70% = fino al riferimento). Nel messaggio finale dell'MP3 compare lo scarto rimasto ("profilo stile: scarto max ... dB"). Il mix di un brano con stile richiede qualche secondo in piu'.

Stili disponibili: Ballad morbida acustica, tarato ascoltando e misurando "Dove": pianoforte acustico → chitarra acustica steel, piano elettrico → chitarra nylon (pennata piu' lenta e morbida) (pennata in giu' sui tempi, in su e piu' leggera sui controtempi, voicing Mi2-Sol5 con al massimo 6 corde), velocity avvicinate alla mediana del canale, rallentando fino a +15% sulle ultime due battute, bassi +3 dB, meno 600 Hz, 4,5 kHz e 8 kHz, compressione morbida (gamma dinamica da circa 7 a circa 4 LU), riverbero IR +20%, sfumata di 6 secondi.

Pop veloce, tarato ascoltando e misurando "Ora che non ho piu' te": pensato per MIDI guida gia' arrangiati in stile pop (basso, chitarra/synth ritmici, batteria vera) - Arrangiamento non modifica strumenti o note. Interpretazione: se attiva, crescendo di dinamica verso i ritornelli (fino al 25% di velocity in piu' a piena intensita'), rilevando da solo strofe e ritornelli dal MIDI; batteria e archi/pad vengono pero' limati nei ritornelli in proporzione al balzo dato agli altri suoni, cosi' non risultano sproporzionati. Produzione: brillantezza/presenza rinforzate (fino a +11 dB 6-12 kHz, +8 dB 2-6 kHz, +6 dB 12-16 kHz, +4 dB sub/basso), compressione piu' veloce e decisa, riverbero corto, stereo leggermente piu' raccolto verso il centro.

Blues lento, tarato ascoltando e misurando "Tennessee Whiskey" (Chris Stapleton): per blues e soul-blues lenti (12/8 o 4/4 lento) con MIDI guida gia' arrangiati. Arrangiamento: chitarre acustiche → chitarra elettrica pulita (il programma scarta i SoundFont distorti/overdrive e ripiega sul SoundFont globale), organi e pad synth → organo Hammond, basso elettrico plettro/fretless/slap/synth → basso finger; pianoforte, fiati e melodia restano come sono. Interpretazione: nessun cambio di note ne' di ritmo (niente swing aggiunto), batteria un po' piu' leggera, leggero crescendo nei ritornelli (+15% a intensita' 70, con margine: i canali gia' vicini a 127 vengono riscalati invece di schiacciarsi), rallentando finale solo se il MIDI non ce l'ha gia'. Produzione: medio-bassi piu' puliti, piu' presenza e un filo di brillantezza, compressione leggera e limitatore dei picchi (colpi meno sporgenti, come nei mix professionali), nessuna sfumata finale (il brano si canta fino in fondo). Da abbinare al preset di genere Blues delle Opzioni.

Blues shuffle, tarato su "Sweet Home Chicago" (Blues Brothers): per blues con il passo "saltellato" (ottavi terzinati) e band con fiati. Arrangiamento come il Blues lento. Interpretazione: nessun cambio di note; il programma controlla se il MIDI e' gia' in shuffle e lo dice nel riepilogo (se ha gli ottavi dritti, per ora li lascia dritti); leggero crescendo nei ritornelli; batteria piena. Produzione: meno bassi, molta piu' presenza e brillantezza (fiati e chitarre davanti), stereo piu' largo, limitatore dei picchi, nessuna sfumata.

Rock blues, tarato su "Diavolo in me" (Zucchero): per rock-blues con ottavi o sedicesimi dritti, chitarre distorte e fiati. Arrangiamento: nessuna modifica. Interpretazione: crescendo nei ritornelli piu' deciso che nei blues (+20% a intensita' 70), col margine sulle velocity gia' alte. Produzione: piu' presenza (chitarre e fiati avanti), un filo meno di aria, stereo appena piu' raccolto, limitatore dei picchi, nessuna sfumata.

Pop veloce e "Allarga la stereofonia": la Produzione del Pop veloce restringe gia' leggermente lo stereo per dare piu' centro e "punch" al mix. Se nel pannello Opzioni hai anche attivato manualmente Allarga la stereofonia, i due effetti si sommano e possono creare un risultato incoerente (un mix che si allarga e si restringe nello stesso momento). Con il Pop veloce lascia quindi disattivata l'opzione manuale di allargamento stereo.

Altri stili verranno aggiunti allo stesso modo.

Aprire un MIDI con doppio clic o "Apri con"

Perche': e' il modo piu' rapido di arrivare al preascolto partendo dalla cartella dei MIDI, senza cercare il file dentro l'app.

Esporta MIDI corretto

Perche': il MIDI corretto e umanizzato si puo' usare su qualunque expander, tastiera arranger o sequencer e suona come il preascolto (a parte i suoni dei SoundFont e gli effetti audio). L'umanizzazione e' riproducibile: lo stesso brano con le stesse impostazioni da' sempre lo stesso MIDI, cosi' le esportazioni si possono confrontare.

Quando disattivare le opzioni: togliere "Impostazioni del form" per avere il brano completo nella tonalita' originale; togliere l'umanizzazione per un MIDI solo corretto, da rifinire a mano in un sequencer. Non entrano nel MIDI riverbero IR, mastering, allargamento stereo e boost (sono effetti audio) e il tappeto archi.

Correzioni automatiche del suono

Tre correzioni che il programma applica da solo durante preascolto, preascolto del canale, "Crea File Audio" e "Rigenera questa traccia". Nessuna modifica il MIDI originale: si lavora sempre su copie temporanee.

1. Espressione di fiati e fisarmonica

Perche': molti MIDI "suonati" imitano il fiato del musicista con bend ampi e continui cali di espressione. Con un campione fermo (SF2 o SFZ) il volume "si sgonfia" e fa dei buchi sopra un suono immobile: il risultato e' finto, soprattutto su sax e fisarmonica.

Quando si applica / come disattivarla: e' attiva quando e' attiva l'Umanizzazione MIDI in Opzioni. Disattivando l'Umanizzazione il MIDI viene suonato esattamente come e' scritto (utile se il MIDI e' gia' curato per uno strumento virtuale specifico che gestisce bene bend ed espressione).

Valori: espressione minima 50 su 127 (circa -8 dB rispetto al massimo, invece del silenzio).

Intonazione: il pitch bend non viene ridotto ne' azzerato. L'unico intervento e' il ricentraggio del vibrato, che scatta solo se sono vere tutte queste condizioni: la nota e' tenuta, dopo i primi 120 tick (circa un ottavo, l'attacco con la sua "scivolata" resta intatto) ci sono almeno 4 valori di bend che salgono e scendono almeno 4 volte (un vibrato, non una piegata voluta in una sola direzione), e la loro media e' lontana dall'intonazione iniziale piu' di circa 1/13 di semitono dallo stesso lato. Il controllo e' fatto nota per nota anche quando il fraseggio legato fa sovrapporre o toccare le note: quando parte una nota nuova, il vibrato della precedente viene valutato e chiuso li'. A fine nota il bend torna al valore originale. Il resto del bend resta come e' scritto. In molti MIDI il bend fa parte dell'intonazione stessa: per esempio sale di due semitoni e resta alzato per le note successive, scritte piu' basse. Ridurlo o azzerarlo renderebbe lo strumento stonato.

2. Compensazione degli SFZ registrati bassi

Perche': alcune librerie registrano gli strumenti molto piu' bassi degli altri (esempio reale: un sax alto con regioni a -6 e -12 dB). Nel mix quello strumento spariva sotto gli altri anche se il MIDI lo suonava forte.

Valori: correzione massima +12 dB; gli .sfz con media tra -3 e 0 dB (o senza volume=) non cambiano. La correzione si somma al Vol % della griglia canali: se uno strumento ti sembra ancora troppo basso o alto, ritoccalo li'.

2b. SFZ con trasposizione errata

Perche': alcuni .sfz, di solito convertiti da altri formati, hanno una trasposizione sbagliata e suonano una o due ottave fuori posto. Esempio reale: un sax alto con transpose=19 suonava un'ottava e una quinta sopra (misurato sul file audio: note scritte Mib4, suonate Sib5).

Da sapere: trasposizioni diverse tra le regioni o minori di 12 semitoni sono considerate volute e non vengono toccate. Con i motori SF2 il file .sfz non viene usato, quindi la compensazione non serve.

2c. Volume finale del mix (normalizzazione)

Perche': prima l'obiettivo era -14 LUFS (molto forte) e, quando il guadagno richiesto era grande, la normalizzazione passava da sola a una modalita' "dinamica": all'inizio del brano il volume saliva a scatti fino a un livello altissimo. Con il guadagno fisso non ci sono piu' rampe e il livello resta confortevole.

Velocita': il mix di tutti i canali, con gli effetti e il riverbero, viene calcolato una sola volta (prima veniva rifatto per ogni passata di misura e per l'MP3) e a 48 kHz, la frequenza dell'MP3. Anche la misura del volume usa ora un filtro circa 7 volte piu' veloce (ebur128, stessi valori). La fase "Mixing e Mastering finale" dura circa la meta' o meno (nelle prove: da 47 a circa 20 secondi per 4 minuti di brano, con la Colla del mix da 72 a circa 22); il suono non cambia. A fine conversione il messaggio mostra il tempo della fase finale, diviso fra bilanciamento dei canali, mix con effetti e misura, misura della colla e creazione dell'MP3: utile per capire dove si perde tempo. Serve un po' di spazio libero su disco accanto all'MP3 per un file temporaneo (circa 90 MB ogni 4 minuti di brano), che viene cancellato alla fine. La barra di avanzamento ora cresce durante tutta la conversione: 10% preparazione del MIDI, dal 20 all'80% un passo per ogni canale renderizzato, 82% bilanciamento dei canali, dall'88 al 100% mix e creazione dell'MP3.

Valori: obiettivo -16 LUFS (tipico dei servizi di streaming); picco massimo -1 dBTP; correzione limitata a ±20 dB. Il Volume generale del form si applica dopo la normalizzazione, quindi e' un vero controllo del volume in uscita: 100 = livello normalizzato (-16 LUFS), sotto 100 piu' basso, sopra 100 piu' alto (in quel caso un limitatore impedisce che i picchi saturino).

2e. Correzioni per famiglia di strumento

Perche': una stessa correzione non va bene per tutti: il legato rende naturali fiati e archi ma impasterebbe chitarre e basso, e raddrizzare il bend migliora un vibrato ma cancellerebbe la piegata di una chitarra (per questo sulle chitarre la piegata resta, e viene solo portata sulla nota giusta: con la distorsione anche 20-30 centesimi di differenza si sentono come una stonatura). Le note ribattute sovrapposte erano la causa tipica della nota che "si spegne di colpo" a meta' brano: il note-off della prima nota chiudeva anche la seconda.

Valori: i tick indicati sono riferiti a 480 PPQ e vengono riscalati sul PPQ del MIDI. Gli attacchi (inizio note) non cambiano mai, quindi ritmo e note restano quelli scritti. Per disattivare tutte le correzioni si spegne l'Umanizzazione nel pannello Opzioni.

2f. Dinamica e raddoppi

Perche': la ricalibrazione piena abbassava di 13-25 le note gia' suonate piano (es. sax di "Ancora" intorno ai 22 secondi) e il raddoppio a 40 ms di due copie del sax suonava come un difetto, non come un effetto.

2g. Scegliere le correzioni (Opzioni > Correzioni per famiglia)

Perche': le correzioni sono pensate per i MIDI suonati da tastiera; su un MIDI gia' curato, o per un gusto diverso, si possono spegnere per famiglia. L'eco dei fiati e' una scelta dell'arrangiatore che su un sax campionato spesso suona finta: la decide l'utente.

Quando disattivare: se una famiglia suona meglio com'era scritta (es. chitarre gia' ben suonate, archi con legato gia' curato). Default: tutte attive, eco mantenuta.

2h. Groove per canali meccanici (disco, dance)

Perche': nei MIDI disco la cassa e' sempre a 127, il rullante sempre a 95, il basso con tutte le note alla stessa forza, tutto esatto sulla griglia: suona come una macchina. Un batterista e un bassista veri accentano secondo il tempo e stanno "in tasca", col rullante appena dietro.

Quando disattivare: per brani elettronici dove la precisione della macchina e' voluta (techno, electro). L'umanizzazione e' riproducibile anche qui: lo stesso brano esportato due volte da' lo stesso MIDI.

2i. Bilanciamento automatico dei canali

Perche': prima il bilanciamento guardava i picchi: i colpi di cassa e rullante sembravano sempre "fuori scala" e la batteria era stata esclusa, restando senza controllo; e un Vol % alzato veniva riabbassato dal bilanciamento. Il volume percepito tratta tutti gli strumenti allo stesso modo.

2i-bis. Batteria storta o raddoppiata

Perche': in un canale MIDI il balance e il pan sono unici: con due tracce fuse vince l'ultimo valore arrivato e tutta la batteria va da quella parte. Il kit del SoundFont ha gia' la sua disposizione stereo per ogni pezzo, che funziona solo con il canale al centro.

2j. Mastering: presenza e colla del mix

Perche': confrontando il nostro render di "Disco Inferno" con la registrazione originale, la larghezza stereo era gia' simile (anzi un po' maggiore), ma nel nostro mix la fascia 1-3 kHz era circa 10 dB sotto, i bassi 60-120 Hz circa 5 dB sopra e i picchi circa 5 dB piu' staccati dalla media. Il risultato era un suono "tutto al centro": un fondo pesante al centro e poca presenza ai lati.

Quando disattivare: nei lenti acustici e nei brani piano e voce la presenza puo' risultare aspra e la colla togliere dinamica: provare con e senza. Default: spente. Con la colla attiva si consiglia di lasciare spento il boost bassi.

2d. Chiusura naturale delle note finali

Perche': prima a fine traccia veniva inviato il comando MIDI "All Sound Off", che spegne il suono all'istante, e il rendering si fermava sull'ultimo evento: la nota finale di alcuni strumenti si chiudeva "di colpo", senza sfumare, e le code di riverbero e rilascio venivano tagliate.
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2f. Via i gesti da tastiera: chitarre, basso e fiati d'insieme

  • Pedale di risonanza sulle chitarre: tolto. Col pedale le note restavano accese oltre la loro fine e ogni piegata le trascinava.
  • Vibrato da rotella di modulazione (CC1) sulle chitarre: ridotto a circa un terzo (era regolare e largo, da tastiera).
  • Scivolate preparate a nota accesa e piegate a canale muto: la rotella veniva mossa mentre la nota di prima risuonava ancora (calate e "calatine" in coda, molto evidenti con SoundFont dalle code lunghe): ora il movimento avviene sull'attacco successivo.
  • Accordi di chitarra: non si piegano piu' tutti insieme; gli attacchi scivolati da sotto su accordi, o sopra una nota che risuona, entrano dritti, con un vibrato veloce e leggero in fondo alle note lunghe.
  • Passaggi veloci legati (chitarre e basso): catene di note fino a 160 ms, a 1-2 semitoni l'una dall'altra, diventano un solo attacco con i cambi di nota fatti dalla piegata (hammer-on / pull-off); se la catena arriva su un accordo, le note di passaggio vengono tolte e l'accordo parte subito.
  • Grappoli a piu' voci: bicordi o tricordi brevissimi che scivolano fino a un accordo vengono tolti, l'accordo d'arrivo parte al loro posto.
  • Sezioni di fiati (Brass Section, Synth Brass) e fiati che suonano accordi o ottave: il pitch bend resta al centro, niente calanti all'unisono.
Perche': sono tutti gesti che un tastierista usa per imitare un chitarrista o una sezione di fiati, ma che nessun chitarrista o fiatista fa. Tolti questi, il brano smette di "suonare MIDI".